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Questa ossessione di purezza porta alla redazione di diversi estatutos de limpieza de sangre, il primo di questi statuti viene adottato nel Gli ebrei e i moriscos creano repulsione ai cristianos viejos spagnoli, sono demonizzati, criminalizzati, ridotti a bestie.

Nemmeno la loro conversione forzata serve a far cambiare questo atteggiamento nei loro confronti. Il loro sangue è macchiato, maculados, la macchia è indelebile, oltrepassa le generazioni. Si ripercuote sui figli, sui nipoti, sui bisnipoti. In Spagna poi la purezza del sangue era anche legata ad un certo prestigio sociale, solo gli hidalgos, i nobili erano veramente puri, veramente iberico-cristiani.

Una sorta di predestinazione biologica. Un esempio classico è la tesi esposta da Juan Escobar Del Corro sulla difesa degli estatutos de limpieza de sangre che sottolinea che basta solo un membro della famiglia ad avere una tara genetica, ossia sangue impuro, per rendere la famiglia peccaminosa e perduta. Lo stesso itinerario seguono anche i consigli dati da Francisco De Torrejoncillo nel Questi ammoniva di stare attenti anche alle nutrici che dovevano dare il seno ai pargoli delle famiglie nobiliari, bisognava assicurarsi secondo De Torrenjoncillo di evitare le persone infette, di sangue o meglio di macchie di sangue ebreo o morisco.

Quindi stereotipi e pregiudizi che creano e alimentano un humus negativo con conseguenze nefaste anche sulla popolazione africana Prima di inoltrarci in questo, conviene prima fare il punto della situazione per quanto riguarda la tratta.

I quesiti necessiterebbero di maggior spazio e maggior approfondimento, qui ci limitiamo ad esporre delle brevi linee guida che ci aiuteranno a capire che tipo di immagine viene costruita sul nero. La schiavitù in Europa non era certo una novità. Sia i greci sia i romani ne facevano largo uso. Nel Medioevo poi si registra la costruzione di un vero e proprio circuito di compravendita dei prigionieri.

La tratta senza queste influenze reciproche non avrebbe avuto origine. Sono state tante contingenze più o meno casuali a crearla. Furono gli italiani delle repubbliche marinare intorno al XV secolo a dare impulso al commercio dei neri. Uno dei primi, se non addirittura il primo in assoluto, a cominciare la tratta ad Ovest invece che ad Est fu tal Antonio di Noli, un genovese che nel decise di infilarsi nelle filiere iberiche di Lisbona e Siviglia.

Di Noli voleva sfruttare le isole allora deserte di Capoverde e usarle come base per la piantagione di canna da zucchero. Ottenne, senza tanti problemi, dal re di Portogallo la possibilità di importare schiavi neri. La tratta atlantica sarebbe iniziata in tutto il suo vigore nefasto solo due secoli dopo, ma il commercio di schiavi nel Mediterraneo fu una prova generale da tenere in conto.

Gli storici si sono sempre distanziati da questa 48 tesi, anche se oggi è una tesi che sta prendendo molto più vigore. La schiavitù africana fu giustificata più attraverso motivazioni religiose, come la famosa maledizione di Cam, piuttosto che ricorrendo al concetto di razza.

Questa tesi non ebbe più validità nel momento il quale si videro in Brasile, in zone con lo stesso clima tropicale torrido, persone con la pigmentazione lievemente ambrata. Certo molte immagini positive di neri erano presenti in Europa.

Per esempio i primi neri sbarcati a Jamestown nel non furono schiavi, ma lavoratori a contratto con pari diritti rispetto ai bianchi, lo stesso dicasi per la contea di Northampton dove bianchi e neri erano assolutamente pari.

Anche la Chiesa Cattolica ebbe un atteggiamento ambivalente verso i neri. Quello che chiedevano i commercianti, i padroni delle piantagioni, era un appoggio 77 Heers J. Agostino, padre della chiesa, aveva scritto nel la Città di Dio, esattamente nel libro XIX, che la schiavitù era una sanzione divina, una colpa che doveva espiare un gruppo, non un singolo. Non si trattava ancora di Atlantico, ma delle isole africane sotto controllo portoghese.

La Bolla aveva il titolo significativo di Dum Diversas, datata Questa bolla era ancora vaga, ambigua, dai confini incerti. Non si parlava ancora specificatamente di tratta o di neri. Il Portogallo veniva considerato il baluardo che da Enrico il Navigatore in avanti dava impulso ad una lotta contro il paganesimo che vedeva nella schiavitù africana il mezzo per debellare il nemico islamico. Interessante da ricordare in questo contesto anche la bolla Sublimis Deus. Papa Paolo III fece scalpore nel non operare una distinzione tra i diritti dei cristiani e quella dei non cristiani.

In realtà Paolo III aveva in testa gli indios e non i neri. Uno dei massimi difensori degli indiani, Bartolomeo de Las Casas, ripeteva fino quasi allo sfinimento che gli indiani assomigliavano ai cristiani, che le loro virtù di pace e obbedienza erano virtù estremamente cristiane.

Fu tacciato quindi di parzialità verso gli indiani. Lui stesso aveva uno schiavo africano e molto spesso non mancano nei suoi scritti riferimenti denigratori ai neri. Molto probabilmente questa sua posizione negativa verso la popolazione africana, gli viene dal suo stesso assioma propositivo sulla difesa degli indios, ossia che i cristiani 78 Duby G. Sacerdoti, guerrieri, lavoratori, Laterza, Roma-Bari, Il pregiudizio razziale quindi è la base del capitalismo che si sta formando.

Le terre oltreoceano hanno bisogno di lavoro, lavoro, tanto lavoro. Oltre la maledizione di Cam, già vista in precedenza, nella Bibbia ci sono altri riferimenti al colore nero. In Amos e Numeri si fa chiaro riferimento ad una punizione di Jehova che doveva colpire i figli di Cush.

Un altro passo contrastante lo troviamo nel Cantico dei Cantici I,4,5; il testo ebraico è doppiamente interpretabile.

Quello che nelle vulgate più diffuse è stato tradotto con Ma, forse era da tradurre con e. Non è una semplice disquisizione grammaticale questa, ma un argomento di sostanza che porta ad una immagine della donna nera negativa o positiva. La traduzione della Vulgata di S. Girolamo riporta Nigra sed formosa. Al nero sono negate le sfumature.

È legato al suo ruolo e al suo corpo. È una creatura subumana, legata ai ritmi selvaggi della natura. Nelle rappresentazioni più benefiche è un giocherellone, uno con qualche vite in meno nel cervello, un essere semplice, ignorante, musicale, fanfarone, stupido, malleabile, buontempone. Nella versione più severa è un sadico, uno stupratore, uno che non riesce a dar freno ai suoi istinti sessuali. Un animale che procede eretto. È curioso come questa dicotomia abbia una funzione sociale per il bianco.

È il bianco che si specchia nel nero è gli dà un significato. Lo sguardo del bianco trasforma il nero da qualcosa diametralmente opposto alla sua realtà. Fino ad allora è solo il bianco a parlare su di loro. Nelle Americhe questa figura di un essere leggero a cui la sua schiavitù non pesa era necessaria per continuare lo sfruttamento. Il colonizzato, in questo caso lo schiavo, ride, canta, saltella e gioca. I neri, ma anche gli irlandesi, gli indiani sono felici perché oppressi, la subalternità è uno stato di grazia.

Un esempio di questa trasformazione della verità lo troviamo nei minstrel show statunitensi, detti anche minstrelsy. Era una forma di spettacolo che consisteva in una miscela di sketch comici frammisti a danze, canti e varietà. La posizione verso i modelli che cercavano di imitare era ambiguo: Dopo la guerra civile entrarono a far parte dei minstreal anche gli afroamericani, sempre con la faccia rigorosamente dipinta di nero. I neri artificiali di questi spettacoli itineranti erano interamente stereotipizzati come è stato sottolineato, quindi pigri, ignoranti, superstiziosi e un amore esagerato ad hoc per la musica e il canto.

In seguito comparvero altri personaggi come la matrona nera mummy, il vecchio zio Old Darky, la provocante ragazza mulatta e il soldato nero. Il nome di Jim Crow diverrà nella storia americana il simbolo della discriminazione razziale. Gli schiavi erano considerati gente ingenua. Il nero schiavo era fortemente caratterizzato come anima semplice, che si dispera se muore il padrone mai che si rappresenti il contrario, per la morte di uno schiavo nessuno piange, figuriamoci il padrone.

Tutto questo sottolinea una certa semplicità, ma anche una prese in giro della società bianca nei confronti dei neri, che sono visti come bambini che vogliono imitare gli adulti nei loro giochi.

Rappresentarli in questo modo crea naturalmente una distanza morale. I neri rappresentati in questo modo, vengono vissuti come inferiori. Una delle ultime rappresentazioni di questo tipo si registra nel cinema. Il film in questione era Il cantante di jazz The Jazz 83 Cfr. Questo film insieme a il Re del Jazz del entrambi di John Murray Anderson erano nipoti diretti di quei minstreal che tendevano a mistificare e deridere gli afroamericani. Il protagonista, Al Jolson, era un bianco con il volto annerito da un sughero bruciato e con una parrucca nera e crespa in testa, i suoi atteggiamenti tipici del genere minstreal.

Per esempio della specie homo sapiens nocturnus farebbero parte gli Orangutang, ma anche i trogloditi. La prima è la categoria definita mostruosa, quindi gli esseri fantastici descritti nella letteratura da viaggio o nelle epopee.

Le altre sottospecie sono gli europei, gli indiani, gli asiatici e gli africani. La divisione di Linneo ha criteri geografici, ma non solo. Per la classificazione contano anche gli umori, il colore della pelle, la postura. Infatti se guardiamo alla classificazione si dice che i neri sono governati dai sensi, dal capriccio, quindi inaffidabili, pigri, pericolosi.

In realtà il criterio di Linneo non considerava vari strati di popolazione mondiale e spesso non collimavano divisioni geografiche e colore della pelle, dove collocare i lapponi per esempio? Fu lui ad introdurre nelle classificazioni delle specie umane un sistema gerarchico che Linneo non aveva mai introdotto ufficialmente.

Paradossalmente una classificazione gerarchica venne proprio da un illuminista democratico convinto della matrice comune di ogni essere umano. Il caucasico è la varietà più bella e più originale di tutte. Le altre deriverebbero da questa per degenerazione. Oggi il ceppo originario, secondo Blumenbach, si trova in Europa. Tutti in questi continente tutti tranne i Lapponi hanno fattezze regolari e volti ovali.

Gli altri invece perderebbero questa regolarità. Gli uomini hanno abbandonato la culla originaria, che per motivi inspiegabili Blumenbach pone nel Caucaso, e si sono allontanati dalla perfezione originaria. Ci sono vari livelli di lettura di questa tesi e anche tante contraddizioni. Paradossalmente Blumenbach fu tra i primi ad abbracciare la causa abolizionista.

Da ricordare anche la tesi di Gobineau che si riallaccia sia a Linneo sia a Blumenbach. Riprende la divisione secondo le caratteristiche fisiche.

Ma Gobineau non si limita a suddividere, ma sottolinea il fatto che ogni razza ha caratteristiche morali che le trasformano in inferiori o superiori. Uno dei più grandi naturalisti illuministi diede voce anche alla credenza diffusa in Europa che il clima avesse modificato le razze, quindi in un certo senso si ritornava alle tesi degenerative di Blumenbach È interessante notare, pur 85 Cfr. Il nero naturalmente è il subalterno per antonomasia. Anche filosofi non davano tregua, con le loro teorie razziste, a questa figura che era sempre più dileggiata e umiliata.

Sia Voltaire che Hegel dimostrarono il loro disinteresse verso i neri. Voltaire aveva una posizione altrettanto diffidente anche nei confronti degli ebrei. Voltaire disprezzava i neri, il suo atteggiamento nei loro riguardi era di totale rifiuto.

Non ebbe mai dei contatti diretti con la popolazione africana. Non è un continente storico, un continente che abbia da esibire un movimento e uno sviluppo; quanto vi è accaduto, vale a dire quanto è accaduto nelle sue estremità settentrionale, appartiene al mondo asiatico ed europeo. Soltanto adesso, dopo aver sgombrato il campo dal continente africano, ci troviamo nel vero teatro della storia mondiale.

In Europa è un periodo in cui cominciano ad arrivare le narrazioni iperboliche di avventurieri e missionari. Non è solo moda per esempio parlare di caccia grossa. Questo cliché rimarcava, come del resto molti altri, il ruolo civilizzatore degli europei.

Una civilizzazione che spesso significava anche eliminazione fisica degli autoctoni. Spesso si parlava di abbattere una bestia, riferendosi ad un essere umano in carne ed ossa. Già il 86 Pisanty V. Antologia , Bompiani, Milano, , p. La storia di Saartjie Baartman è abbastanza emblematica in questo senso. Fu portata in Europa nel dove fu esibita come oggetto di curiosità in varie fiere a Londra e a Parigi. La curiosità morbosa intorno a Saartjie la chiamiamo per comodità con il suo nome imposto nasceva dal fatto che per la sua popolazione la donna per essere bella doveva allungarsi artificialmente le piccola labbra.

Questo naturalmente per la società occidentale era da considerarsi un problema, il segno di una differenza. Nove pagine Couvier dedica ai genitali di Saartjie, un capoverso solo al suo cervello. A parte il riferimento alla rosa, che poi non è un complimento se andiamo a scavare sulle intenzioni, la descrizione che Couvier fa del corpo della donna africana non è gradevole.

I colonizzatori olandesi usavano ottentotto come termine dispregiativo, significava balbuziente ed era un riferimento chiaro alle lingue africane che i colonizzatori non capivano. Solo nel Saartjie è riuscita a tornare interamente nella sua terra. Infatti a ben pensarci le piccole labbra sono come i tratti somatici del viso, cambiano da donna a donna. Ci sono diverse lunghezze, larghezze, forme, colore. E chiaro che per 58 natura, o artefatto, queste possono essere più lunghe di altre e quindi ben visibili.

Ma questo non permette una interpretazione negativa di un fenomeno fisico del tutto casuale Numerosi erano ancora i sostenitori della schiavitù, ma fu dopo la guerra civile americana, tra il sud secessionista e il nord industriale, il nervo scoperto del razzismo venne fuori con una forza senza precedenti.

Fu chiaro a tutti, neri e bianchi, che essere americano non era ancora permesso a tutti. Nel il quattordicesimo emendamento riportava nella costituzione un ordine civile e democratico. La pari cittadinanza dei cittadini, neri compresi, era garantita, tutti cittadini americani, tutti con pari diritti.

Tra il e il furono linciate più di tremila persone, quattro quinti erano afroamericani. Negli Stati Uniti il linciaggio era un rito sociale, malefico senza dubbio, ma collettivo. Organizzato perché ogni linciaggio ha una sua ritualità, i suoi tempi, la sua scenografia. I pali, le croci, i cappucci spesso non sono un optional, fanno parte di una certa aurea sacrale. La fase preparatoria è quasi asettica, senza sentimenti, progettazione spaziale e temporale.

Solo dopo è permessa alla bestialità di fuoriuscire in forme 87 Blackledge C. Biografia del sesso femminile, Il saggiatore, Milano, , pp I sentimenti, le prospettive qui sono condivise. Una tecnica più che una rabbia senza legge. Negli Stati Uniti poi ognuno attraverso il linciaggio esprimeva se stesso, la sua storia sociale. Era logico quindi vedere negli anelli più deboli della società le vittime preferenziali di questo rito. Oltre il peccato, il bianco verso il nero doveva riscattare anche il senso di colpa.

Il nero per diventare vittima prima deve diventare un carnefice immaginario. In realtà questo stereotipo ha preso vigore con la fine della schiavitù Prima il nero era una merce, in quanto tale preziosa. In realtà stupri di uomini neri verso donne bianche sono stati rarissimi e in questi casi si è risolta la faccenda con un processo. Non di rado si poteva assistere anche a incredibili assoluzioni. Qui la figura femminile era il confine da non oltrepassare.

Quindi il linciaggio, che spesso colpiva innocenti, era una sorta di monito che lanciava la società dominante alle società subalterne. Il corpo del subalterno quindi non è solo privato di vita, ma umiliato, vilipeso Si prende a calci, è oggetto di dileggio, di sputi, di ignominie. Il suo corpo è martoriato. Questo simboleggia la paura della società bianca verso comunque una società che gli sta cambiando davanti agli occhi. Storie di linciaggi degli italiani negli Stati Uniti, Donzelli, Roma, Nella società del Sud schiavista degli Stati Uniti il padrone violava sistematicamente le sue schiave, rendendole gravide, succubi, sole.

Quello che la società del Sud fa con il linciaggio è quindi levarsi di dosso il senso di colpa, ma anche punire il nero maschio per la sua energia sessuale. Quando nel si dovette scegliere la canzone più bella del millennio, la scelta cade quasi unanimemente su Imagine di John Lennon. La canzone era nata proprio in uno dei tavoli del Café Society. La storia narrata nella canzone era agghiacciante, basata sui linciaggi dei neri negli Stati del Sud degli Stati Uniti.

I frutti erano i corpi impiccati dei neri che penzolavano brutali nel panorama riempito dai fiati degli assassini. Una canzone durissima, uscita in tempi non sospetti, dove parlare di tragedie come quella dei linciaggi o dello strapotere dei bianchi era quasi impossibile Dylan fu costretto a saltare 90 Traduzione mia dal testo della canzone in: Billie tenacemente con la sua Strange fruit aveva messo sul tavolo un tema di frontiera ancor prima che negli Usa venissero solo pensati i diritti civili.

Una canzone che aveva aperto un discorso politico. Egli asserisce che il nero e la nera sono tradotti e come in ogni traduzione anche traditi. Ma è una tradizione complessa, non univoca. Loro sono soggetti coloniali, subalterni, ma la traduzione non riguarda solo il loro ruolo coloniale, ma la loro essenza intera. Loro sono neri, la loro pelle, la loro essenza.

Ma le immagini che il nero deve sostenere a volte impediscono questo processo. Fanon descrive questo sentimento: Il professor Achille, insegnante al liceo du Parc a Lione, in una conferenza citava un caso occorsogli personalmente.

Cattolico, partecipava a un pellegrinaggio di studenti. Un prete, scorgendo nel suo gruppo quella faccia abbronzata, gli si rivolse con queste parole: Ma se ci soffermiamo un attimo a esaminare il fatto vediamo che la ragione per cui il prete si è rivolto in francese storpiato richiama a diverse considerazioni: Bisogna rivolgersi loro con gentilezza, parlargli del loro paese. Saper parlare con loro, questo è il punto.

La censura musicale oggi, Edt, Torino, Si danno spiegazioni che non colmano la distanza tra bianchi e neri, anzi ne sottolineano le differenze, la non uguaglianza. Secondo lo storico Stanley M.

Non sono inferiori di natura, ma il loro ambiente li degrada. Lo stesso imperialismo espansionista era considerato da alcuni motivo di contaminazione. Infatti gli anti-imperialisti di stampo razzista erano convinti che dalle razze subalterne non poteva venire niente di buono o di veramente utile.

Inoltre i caucasici non erano adatti a vivere in climi caldi e tropicali, questo contatto con un clima ostile poteva ledere al prestigio bianco, il quale doveva anche difendersi dalle insidie dei locali inferiori. Anche negli Stati Uniti, erano in molti, per le ragioni sopra citate, a sentire il peso di un fardello troppo grande da trasportare.

Gli Stati Uniti dopo la guerra di Spagna, infatti, era diventatati una potenza imperiale a tutti gli effetti, si stava annettendo le Filippine e in qualche modo ripercorreva le orme di Gran Bretagna e Francia. Furono in molti, soprattutto a sud i seguaci di Jim Crow, a opporre una ferma resistenza a questa annessione proprio per la paura che le razze inferiori potessero dare più problemi che vantaggi.

Lo stesso aveva del resto scritto anche Adolf Hitler nel suo Mein Kampf, fu strenuo oppositore della partecipazione della Germania alla corsa alle colonie. La contaminazione fu una vera e propria ossessione. Contaminazione che poteva avvenire in diversi modi, secondo i fautori del razzismo biologico, e in diversi tempi. Gli adulteri erano puniti severamente, ma già nel fu redatto nello stato del Maryland una legge ad hoc contro i matrimoni misti, seguita molti anni dopo da analoga legge dello stato del Massachussetts, I maschi neri erano condannati pesantemente per cosiddetti reati sessuali.

Se un nero osava avvicinarsi ad una bianca poteva rischiare molto grosso. Quello che faceva paura era la mescolanza. Si diceva che la miscegenation portava a conseguenze terribili come deformità, sterilità, degradazione.

La miscegenation divenne in poco tempo un tabù collettivo. Nel film un Anthony Hopkins, il cui colore della pelle è bianco semza ombra di dubbio, interpreta un professore che nasconde di avere sangue nero nelle vene Coleman Silk è un professore di lettere antiche stimato e rispettato. E' stato persino preside.

La sua carriera di colpo s'interrompe il giorno in cui, per indicare due studenti che non si presentano mai a lezione, usa la parola "spooks" spettri , desueto termine spregiativo riferito alle persone di colore.

Quel che Coleman non sa è che i due studenti sono appunto dei neri. Costretto a dimettersi per evitare un "processo" pubblico, il professore vede la sua vita andare lentamente ma inesorabilmente a rotoli. Malcolm X nella sua biografia dice: Mia madre Louise Little, che era nata a Grenada, nelle indie occidentali britanniche, sembrava una donna bianca suo padre era un bianco. Aveva capelli neri lisci e il suo accento non era quello di una negra. Ricordo di averle sentito dire che era contenta di non averlo mai visto.

Nella nostra famiglia ero il bambino di carnagione più chiara. Ma, sempre in seguito, imparai a odiare ogni goccia del sangue di quello stupratore bianco che è in me Malcolm usa senza mezzi termini la parola stupratore associandola a bianco. Infatti molto spesso i rapporti sessuali tra donne nere e uomini bianchi non erano rapporti consenzienti, spesso si trattava del padrone che stuprava le sue schiave.

Quindi il seme nero poteva passare attraverso il corpo di un uomo, contaminando la donna bianca si contaminava la razza. Il contrario non avveniva secondo i teorici. Si sessualmente" di una donna in difficoltà. Ma Coleman ha anche un terribile segreto. Nel romanzo Beloved Toni Morrison parla proprio di questa genealogia dello stupro. Un romanzo maestoso quello della premio Nobel Morrison, straordinariamente intenso, dove la vicenda narrata, quella di Sethe, giovane e indomabile donna nera negli anni precedenti la guerra civile, si intreccia con vicende altrettanto straordinarie e dolorose.

Il rapporto centrale è quello tra Sethe e Beloved, madre-figlia, una madre sofferente e una figlia morta che non si rassegna al suo ruolo. Ma ci sono anche gli uomini e la loro violenza sulle donne. Il corpo della donna nera è campo di battaglia, su quello si gioca la supremazia. Dieci minuti per dieci lettere. Con altri dieci avrebbe potuto farsi scrivere anche mia?

Aveva creduto che potesse bastare: Avrebbe dovuto bastare sicuramente. La scena mostra un padre che violenta una donna davanti al figlio, una sorta di lezione, vedi come si fa, come si usa il corpo delle donne, da grande lo dovrai fare pure tu. Alessandro Portelli parla in questo senso di una vera genealogia dello stupro, un controllo della società 96 Morrison T.

Lo stupro è anche una metafora anche se una metafora che ha lasciato piaghe indelebili sul corpo delle donne del possesso e la sopraffazione delle classi subalterne, in questo caso delle donne. La violenza quindi come unico linguaggio possibile tra i gruppi, violenza che è alla base di una società patriarcale e maschiocentrica. Società che Toni Morrison critica aspramente, non lasciando fuori nemmeno il maschiocentrismo dei neri contro le donne nere È chiaro che temi quali i tabù sessuali e la questione razziale erano per i cineasti da trattare con leggerezza.

Le relazioni miste, soprattutto un uomo nero con una donna bianca erano considerati off limits. Ancora oggi il codice Hayes, seppur non più in vigore, ha lasciato nel cinema americano un alone di diffidenza razziale. Gli afroamericani hanno vinto dei premi, tra cui il famoso academy awards. Sembra quasi che neri e bianchi vivano in mondi separati, che non si incontrino mai. E quando si incontrano scatta il dramma. La vecchia Hollywood condannava oltre che la promiscuità razziale, anche il cosiddetto passing.

B DuBois definiva la linea del colore Per DuBois era il problema centrale del secolo, divideva i bianchi dai neri, ma a ben pensarci divideva i neri dai neri.

Basti pensare ai mulatti. Si diceva loro tutto e il contrario di tutto. Il mulo è sterile, quindi per significato anche il mulatto lo 98 Portelli S. L'identità nera tra costruzione della sociologia e linea di colore, Armando, Roma, Si poteva diventare da molto poveri a molto ricchi, mai da neri a bianchi.

Quindi non serviva la formidabile intelligenza o una carriera veloce o un riconoscimento genitoiriale, negli Stati Uniti vigeva la regola non scritta che bastava una sola goccia di sangue nero per contaminare la razza. Il tutto potrebbe essere riassunto con una frase di Mark Twain che dice: Molti mulatti erano convinti che per sopravvivere o vivere decentemente dovevano usare stratagemmi per fingersi qualcosa di diverso dalla propria realtà.

I motivi erano molteplici, non ultimo la pericolosità di un gesto del genere. Il passing quindi era più una paura dei bianchi che una reale possibilità dei neri. Il bianco viveva nel terrore costante di non riconoscere i neri, di farli sedere nei loro salotti, entrare in affari con loro, unirli in matrimonio con le loro figlie o sorelle.

Questo terrore ha fatto nascere in molti neri una oscura soddisfazione di farla franca con i passing o di usufruire della situazione a proprio vantaggio. Alcuni usavano le loro sembianze bianche per infiltrarsi in raduni xenofobi e raccogliere informazioni per la causa dei diritti civili, come Walter White presidente del Naacp, che spesso si recava nel Sud del paese per indagare sui linciaggi.

Nessuno sospettava di lui, era biondo e aveva gli occhi azzuri. Chiaramente esistenze del genere dove necessariamente la menzogna sulla propria identità è costitutiva porta ad una schizofrenia comportamentale che talvolta si è tramutata in reale malattia. Riferimenti a tale ossessione sono presenti in ogni categoria di film e in ogni genere.

Lo stesso vale per John Wayne in Sentieri Selvaggi, dove si fa paladino della purezza femminile. Il gioco quindi si fa doppio. Non è solo una guerra contro i neri, ma soprattutto per il controllo della donna, per negarle ogni libero arbitrio. Questo meccanismo pieno di riferimenti sessuali e razziali trova il suo campione in King Kong.

La metafora dello scimmione che si innamora della bionda protagonista, non è nemmeno tanto velata. In questa coppia era stato tolto ogni elemento di ambiguità, nessuna traccia di miscegenation. Solo negli anni di passaggio tra al arrivano film che rimettono in discussione la società. Il bellissimo Lo specchio della vita di Douglas Sirk ne è un esempio.

Il regista tedesco trapiantato negli Stati Uniti usa il genere del melodramma per fare una analisi accurata della società americana in cui è finito a vivere. Nel film due donne, una bianca e una nera, diventano amiche, quasi complici. La bianca è attrice, la nera domestica. È chiara, si vuole fingere qualcosa che non è. Passing, la massima paura americana. Rifiuta la madre che morirà di dolore alla fine del film e alla figlia ribelle non rimarrà altro che aggrapparsi alla bara.

Nel film quindi il passing è condannato come impossibile, contro natura Naturalmente tale fenomeno perde di incisività e si sdrammatizza. Un romanzo dalla forma picaresca il cui centro è un passaggio, uno scolorire, un camuffarsi, un mettersi una maschera perpetua.

Quel ex è una aggressione alla società bianca ossessionata dal controllo sul colore. Ex-colorato, ossia camuffato, ossia tra noi, ossia pericolo, ossia contaminazione in atto, il negro dovunque e comunque.

Una scena emblematica è quella del treno. Si finge bianco per viaggiare comodamente in treno. La pagina è tra le più potenti della letteratura afroamericana. Si esplicita che quello che terrorizza la società bianca è la semplice presenza dei neri, la minaccia è costituita dal fatto che i neri ci sono. I nazisti perseguitarono vari gruppi, gli ebrei in primis, ma anche rom, sinti, gay, dissidenti politici. Gente trattata come bestie, abbassata al rango di bestie, subumanizzate e sottoposte ad ogni genere di torture.

Gente finita da Dar es-Salaam a Sachsenhausen senza capire bene cosa sia stato travolto nelle loro vite. Un ballerino di 24 anni, apparteneva a un gruppo teatrale anarchico in opposizione alla tirranica dittatura hitleriana.

Il 20 Giugno Hilarius viene prelevato dalla Gestapo. Il giorno dopo è già cadavere. Il suo corpo crivellato di colpi, mutilato, umiliato. I neri di Germania, soprattutto i nativi, gli afro-tedeschi, capiscono con la morte di Hilarius che la vita Bilé S. I film sono insultanti, i neri costantemente messi in ridicolo. Basta scorrere i titoli di questa cinematografia xenofoba per capire la bassezza degli intenti del Reich. I film erano visionati da Goebbles in persona e le trame tutte drammaticamente uguali, una Germania potenza coloniale integerrima, i neri selvaggi e la razza ariana che prevale su tutto il disordine di una natura quella nera indisciplinata..

Hitler aveva già pontificato sui neri nel Mein Kampf, dieci anni prima di prendere il potere. Un annulamento che passava solo attraverso lo sterminio e la violenza. Nonostante che le leggi naziste fossero principalmente dirette contro gli ebrei, altre etnie "non-ariane" furono colpite dalla cosiddetta igiene razziale.

Di particolare interesse per lo scienziato nazista Eugen Fischer furono i "bastardi renani": Almeno bambini renani meticci vennero sterilizzati entro il mentre altri vennero deportati nei campi di concentramento. Le leggi di Norimberga fecero il resto, promulgate nel impiegavano una base pseudo-scientifica per la discriminazione razziale nei confronti della comunità ebraica tedesca.

Le leggi di Norimberga sancivano che le persone con quattro nonni tedeschi vennero considerate di "sangue tedesco", mentre era considerato ebreo chi aveva tre o quattro nonni ebrei. Le persone con uno o due nonni ebrei erano considerate di "sangue misto". In mancanza di differenze esteriori percepibili, i nazisti stabilirono che, per determinare la razza originaria era sufficiente a qualificarli come ebrei.

La conseguenza immediata fu per i sub-umani la perdita della cittadinanza tedesca che venne ritirata, passaporti confiscati, interdizione ad ogni tipo di lavoro, divieto di compiere il servizio militare e di usare i Ivi, p.

Le leggi prevedevano il bando dei matrimoni misti e quelli celebrati in data antecedente vengono annullati. I bambini neri sono esclusi da ogni attività scolastica e non sono inquadrati nelle schemi della gioventù hitleriana. Ebrei, neri, rom, gay erano in poche parole vittime del terrorismo nazista.

La Germania aveva dei precedenti in tal senso, ancora prima del Reich. Fu Bismarck ad iniziare la cosiddetta avventura coloniale tedesca in Africa Nelle colonie tedesche vigeva un apartheid reale. Nei e bianchi non dovevano avere quasi contatto, in atto una relazione coloniale chiusa, dove i bianchi comandavano e i neri obbedivano.

Spesso più che unioni consenzienti, si tratta di stupri o comunque coercizione sessuale. Anche se non sono rari i casi di concubinaggio e in alcuni casi matrimoni. Le unioni miste sono malviste sia dai funzionari coloniali sia dai missionari, tanto che nel fu varata una legge dal Reich, ogni tedesco reo di aver contaminato la razza con immonde unioni miste perdeva automaticamente la cittadinanza e tutti i suoi diritti di suddito del Reich.

La Namibia tra le colonie tedesche è quella più ricca. Nel paese vivevano varie popolazioni quali gli ovambo, Kavango, Nama e gli Herero. I tedeschi approfittarono della frammentazione per inserirsi tra questi gruppi, aggirarli e accumulare tutto il potere nelle loro mani. Il potere coloniale tedesco sulla Namibia fu consolidato con la forza e con "trattati di protezione" imposti alla popolazione locale. Attraverso questi mezzi, i coloni europei si appropriarono rapidamente del bestiame e della terra coltivabile.

La popolazione non bianca non aveva, per contro, nessuna protezione legale da parte delle autorità. Il nome rimarrà marchiato Gentili, A. Goering padre ha metodi sbrigativi e crudeli.

Sposta indiscriminatamente le popolazioni, fa saccheggiare villaggi, non si fa scrupoli di ridurre parte della popolazione in schiavitù e le esecuzioni sommarie si sprecano. Naturalmente questo fa aumentare la resistenza delle popolazioni autoctone e il loro malcontento.

Tra i più arrabbiati e i più tenaci ci sono gli herero. Samuel Maharero, il loro capo, si opporrà vigorosamente ai tedeschi, creando attorno a se e al suo giusto risentimento un fronte di lotta molto amplio.

Le forze tedesche ebbero la meglio nella Battaglia di Waterberg e, tenendo fede al proprio compito, von Trotha diede inizio a quello che viene spesso indicato come il primo genocidio del XX secolo. Gli Herero dovettero ritirarsi nell'arida Omaheke-Steppe nella parte occidentale del deserto del Kalahari ; i soldati tedeschi ebbero l'ordine di avvelenare le sorgenti d'acqua e di sparare a vista a qualsiasi Herero, anche disarmato.

Alla fine della repressione, che si concluse intorno al , i tedeschi avevano ucciso Nel vicino Sudafrica invece si stava preparando un regime di segregazione razziale senza quasi precedenti nella storia mondiale, per modalità e durata. Apartheid in lingua afrikaans separazione , è, se dobbiamo darli una definizione, un sistema sociale promosso dai governi bianchi del Sudafrica basato sulla segregazione razziale di neri e asiatici e sulla loro privazione dei diritti civili e politici.

La sua abolizione è stata approvata con il referendum del marzo You can connect XEvil 3. There are a lot of demo videos about XEvil in YouTube. Good luck ; http: Just click the Tools option in your browsers program bar and click Net Options. What are some on the examples of professional learning models which have really worked for you inside your District.

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Come sostiene Braudel nella sua attenta analisi delle relazioni etniche attraverso i racconti della Bibbia, Cam non era africano, lo divenne con il tempo. Le versioni della Bibbia, quindi anche la storia della maledizione, sono fluttuanti, varie sono le versioni, le modalità interpretative, persino le parole.

Questo, sostiene Braudel, fa parte di quel processo irreversibile che andava da una pluralità di voci non una Bibbia in questo caso, ma più Bibbie a una monofonia moderna. Un impero sa dove estendersi e a che profitto. In realtà giuridicamente la questione è abbastanza complicata.

Non è luogo adatto questo per poter entrare in codicilli della sharia, la legge islamica che ordina il pubblico e il privato di ogni musulmano. Molte popolazioni africane erano fuori dalla frontiera islamica, quindi in quanto tali in terre dove il jihad era applicabile.

Infatti tutti i prigionieri di terre non islamiche potevano diventare schiavi. O se il prigioniero si dichiarava musulmano. Su questo i giuristi non si pronunciavano. In questi casi era discrezione del giurista capire la situazione e agire di conseguenza. Un esempio noto e citato è quello di alcune fatwa raccolte da Ahmad al-Wancharisi. Nella letteratura si sprecano gli insulti verso i neri.

Sono di volta in volta bestie erranti, cani infedeli, disgustosi, repellenti, brutti. Con loro ci vuole il bastone, la frusta, la violenza.

Non sanno altro linguaggio, sostengono i poeti. Una guida completa della schiavitù insomma. Le popolazioni di origine africana erano un continuo assillo per gli arabi imperialisti. Il settarismo religioso o civile era combattuto aspramente.

Ogni forma 70 Cfr. Molti schiavi, vista la loro condizione disagevole, erano protagonisti di rivolte verso i padroni e il potere. I neri erano considerati dagli arabi gli istigatori di sommosse per antonomasia. Esseri pericolosi quindi, stupratori, violenti, sanguinari, primitivi. Come Spartaco e i romani, gli schiavi neri reagivano ad una situazione di terribile oppressione sociale e umana.

La rivolta non era antiaraba quindi, ma aveva una forte matrice sociale. Interessarono un vasto territorio che va dal basso Iraq fino al Khazakistan e in vari contesti, dalle case patronali alle grandi piantagioni di canna da zucchero.

Era una lesa maestà alla gerarchia tanto cara al mondo arabo. La vasta eco che ebbero queste rivolte ci dimostrano come gli arabi vissero come un affronto alla loro stessa identità questi episodi. Traspare dai resoconto degli storici qualcosa che va oltre la paura, ma che è radicato nel pensiero di una oligarchia timorosa di perdere i suoi privilegi.

Anche se empi, immondi sono gettonatissimi Nonostante questo immaginario negativo i paesi da cui provengono gli schiavi fanno gola e incuriosiscono gli arabi. Né più né meno importanti di un albero o della sabbia che si è calpestati per giungere da riva a terraferma. Lui erroneamente crede di stare nella terra del Gran Khan, questi esseri nudi lo disorientano. Essere nudi equivale per lui a mancare non solo di vestiti, ma anche di cultura e non ultimo di spirito.

La nudità degli indiani è per Colombo ma il discorso potrebbe essere allargato ai futuri conquistadores la prova di un assoggettamento possibile. La biblioteca, la cultura profonda, non è quello a cui vuole dare rilievo. Il suo sguardo è già condizionato.

Gli stereotipi sono sempre gli stessi. Questo in un certo senso assolve le anime degli arabi. Le civiltà sul piano teorico sono uguali e diverse allo stesso tempo, tutte ugualmente degne.

Si passa dalle miniere di salgemma a quelle di oro. I re africani erano invidiati, ammirati e odiati. Si è favoleggiato a lungo nel mondo arabo su questi re africani. La storia ritrovata, Carocci, Roma, Purtroppo questo immaginario negativo sui neri dura ancora oggi. Anche se sono cambiati le forme e i contenuti.

Inoltre un punto di contatto importante con il mondo arabo è legata alla tratta degli schiavi. Il termine razza ci mise del tempo ad attecchire e per il suo significato dispregiativo, che sottintende qualità superiori o inferiori, dovremmo aspettare il XVIII secolo. In vari idiomi indo-europei la parola razza già esisteva, ma era un termine legato ad un ambito specifico, quello degli animali, si parla quindi di razza di cani o di cavalli. Nel si segnala il suo uso anche per gli esseri umani.

Il termine infatti si trova in un dizionario casigliano, si riferisce oltre ai cavalli a quelle persone che nel sangue hanno sangue ebreo o morisco Il termine deriva da moro e indicherebbe un diminuiivo, usato in senso spregiativo. Infatti, era sinonimo di Moraco termine altamente offensivo. Come ben sappiamo moro indicava il musulmano. Il termine è stato usato dai primi cronisti cristiani per indicare tutti quelli che non erano battezzati, restringendo il campo ai musulmani. Cosa è successo in questo largo lasso di tempo?

È di fatto una invenzione iberica che mirava ad escludere da alte cariche pubbliche chiunque non potesse dimostrare la sua purezza, erano esclusi quei convertiti al cristianesimo che fossero stati originariamente ebrei o mussulmani. Questa ossessione di purezza porta alla redazione di diversi estatutos de limpieza de sangre, il primo di questi statuti viene adottato nel Gli ebrei e i moriscos creano repulsione ai cristianos viejos spagnoli, sono demonizzati, criminalizzati, ridotti a bestie.

Nemmeno la loro conversione forzata serve a far cambiare questo atteggiamento nei loro confronti. Il loro sangue è macchiato, maculados, la macchia è indelebile, oltrepassa le generazioni. Si ripercuote sui figli, sui nipoti, sui bisnipoti. In Spagna poi la purezza del sangue era anche legata ad un certo prestigio sociale, solo gli hidalgos, i nobili erano veramente puri, veramente iberico-cristiani. Una sorta di predestinazione biologica.

Un esempio classico è la tesi esposta da Juan Escobar Del Corro sulla difesa degli estatutos de limpieza de sangre che sottolinea che basta solo un membro della famiglia ad avere una tara genetica, ossia sangue impuro, per rendere la famiglia peccaminosa e perduta.

Lo stesso itinerario seguono anche i consigli dati da Francisco De Torrejoncillo nel Questi ammoniva di stare attenti anche alle nutrici che dovevano dare il seno ai pargoli delle famiglie nobiliari, bisognava assicurarsi secondo De Torrenjoncillo di evitare le persone infette, di sangue o meglio di macchie di sangue ebreo o morisco.

Quindi stereotipi e pregiudizi che creano e alimentano un humus negativo con conseguenze nefaste anche sulla popolazione africana Prima di inoltrarci in questo, conviene prima fare il punto della situazione per quanto riguarda la tratta. I quesiti necessiterebbero di maggior spazio e maggior approfondimento, qui ci limitiamo ad esporre delle brevi linee guida che ci aiuteranno a capire che tipo di immagine viene costruita sul nero.

La schiavitù in Europa non era certo una novità. Sia i greci sia i romani ne facevano largo uso. Nel Medioevo poi si registra la costruzione di un vero e proprio circuito di compravendita dei prigionieri. La tratta senza queste influenze reciproche non avrebbe avuto origine. Sono state tante contingenze più o meno casuali a crearla. Furono gli italiani delle repubbliche marinare intorno al XV secolo a dare impulso al commercio dei neri.

Uno dei primi, se non addirittura il primo in assoluto, a cominciare la tratta ad Ovest invece che ad Est fu tal Antonio di Noli, un genovese che nel decise di infilarsi nelle filiere iberiche di Lisbona e Siviglia. Di Noli voleva sfruttare le isole allora deserte di Capoverde e usarle come base per la piantagione di canna da zucchero. Ottenne, senza tanti problemi, dal re di Portogallo la possibilità di importare schiavi neri.

La tratta atlantica sarebbe iniziata in tutto il suo vigore nefasto solo due secoli dopo, ma il commercio di schiavi nel Mediterraneo fu una prova generale da tenere in conto. Gli storici si sono sempre distanziati da questa 48 tesi, anche se oggi è una tesi che sta prendendo molto più vigore.

La schiavitù africana fu giustificata più attraverso motivazioni religiose, come la famosa maledizione di Cam, piuttosto che ricorrendo al concetto di razza.

Questa tesi non ebbe più validità nel momento il quale si videro in Brasile, in zone con lo stesso clima tropicale torrido, persone con la pigmentazione lievemente ambrata. Certo molte immagini positive di neri erano presenti in Europa. Per esempio i primi neri sbarcati a Jamestown nel non furono schiavi, ma lavoratori a contratto con pari diritti rispetto ai bianchi, lo stesso dicasi per la contea di Northampton dove bianchi e neri erano assolutamente pari.

Anche la Chiesa Cattolica ebbe un atteggiamento ambivalente verso i neri. Quello che chiedevano i commercianti, i padroni delle piantagioni, era un appoggio 77 Heers J.

Agostino, padre della chiesa, aveva scritto nel la Città di Dio, esattamente nel libro XIX, che la schiavitù era una sanzione divina, una colpa che doveva espiare un gruppo, non un singolo.

Non si trattava ancora di Atlantico, ma delle isole africane sotto controllo portoghese. La Bolla aveva il titolo significativo di Dum Diversas, datata Questa bolla era ancora vaga, ambigua, dai confini incerti. Non si parlava ancora specificatamente di tratta o di neri. Il Portogallo veniva considerato il baluardo che da Enrico il Navigatore in avanti dava impulso ad una lotta contro il paganesimo che vedeva nella schiavitù africana il mezzo per debellare il nemico islamico.

Interessante da ricordare in questo contesto anche la bolla Sublimis Deus. Papa Paolo III fece scalpore nel non operare una distinzione tra i diritti dei cristiani e quella dei non cristiani. In realtà Paolo III aveva in testa gli indios e non i neri.

Uno dei massimi difensori degli indiani, Bartolomeo de Las Casas, ripeteva fino quasi allo sfinimento che gli indiani assomigliavano ai cristiani, che le loro virtù di pace e obbedienza erano virtù estremamente cristiane. Fu tacciato quindi di parzialità verso gli indiani. Lui stesso aveva uno schiavo africano e molto spesso non mancano nei suoi scritti riferimenti denigratori ai neri.

Molto probabilmente questa sua posizione negativa verso la popolazione africana, gli viene dal suo stesso assioma propositivo sulla difesa degli indios, ossia che i cristiani 78 Duby G. Sacerdoti, guerrieri, lavoratori, Laterza, Roma-Bari, Il pregiudizio razziale quindi è la base del capitalismo che si sta formando.

Le terre oltreoceano hanno bisogno di lavoro, lavoro, tanto lavoro. Oltre la maledizione di Cam, già vista in precedenza, nella Bibbia ci sono altri riferimenti al colore nero. In Amos e Numeri si fa chiaro riferimento ad una punizione di Jehova che doveva colpire i figli di Cush.

Un altro passo contrastante lo troviamo nel Cantico dei Cantici I,4,5; il testo ebraico è doppiamente interpretabile. Quello che nelle vulgate più diffuse è stato tradotto con Ma, forse era da tradurre con e. Non è una semplice disquisizione grammaticale questa, ma un argomento di sostanza che porta ad una immagine della donna nera negativa o positiva. La traduzione della Vulgata di S. Girolamo riporta Nigra sed formosa.

Al nero sono negate le sfumature. È legato al suo ruolo e al suo corpo. È una creatura subumana, legata ai ritmi selvaggi della natura. Nelle rappresentazioni più benefiche è un giocherellone, uno con qualche vite in meno nel cervello, un essere semplice, ignorante, musicale, fanfarone, stupido, malleabile, buontempone.

Nella versione più severa è un sadico, uno stupratore, uno che non riesce a dar freno ai suoi istinti sessuali. Un animale che procede eretto. È curioso come questa dicotomia abbia una funzione sociale per il bianco. È il bianco che si specchia nel nero è gli dà un significato. Lo sguardo del bianco trasforma il nero da qualcosa diametralmente opposto alla sua realtà. Fino ad allora è solo il bianco a parlare su di loro.

Nelle Americhe questa figura di un essere leggero a cui la sua schiavitù non pesa era necessaria per continuare lo sfruttamento. Il colonizzato, in questo caso lo schiavo, ride, canta, saltella e gioca. I neri, ma anche gli irlandesi, gli indiani sono felici perché oppressi, la subalternità è uno stato di grazia.

Un esempio di questa trasformazione della verità lo troviamo nei minstrel show statunitensi, detti anche minstrelsy. Era una forma di spettacolo che consisteva in una miscela di sketch comici frammisti a danze, canti e varietà. La posizione verso i modelli che cercavano di imitare era ambiguo: Dopo la guerra civile entrarono a far parte dei minstreal anche gli afroamericani, sempre con la faccia rigorosamente dipinta di nero.

I neri artificiali di questi spettacoli itineranti erano interamente stereotipizzati come è stato sottolineato, quindi pigri, ignoranti, superstiziosi e un amore esagerato ad hoc per la musica e il canto. In seguito comparvero altri personaggi come la matrona nera mummy, il vecchio zio Old Darky, la provocante ragazza mulatta e il soldato nero. Il nome di Jim Crow diverrà nella storia americana il simbolo della discriminazione razziale. Gli schiavi erano considerati gente ingenua.

Il nero schiavo era fortemente caratterizzato come anima semplice, che si dispera se muore il padrone mai che si rappresenti il contrario, per la morte di uno schiavo nessuno piange, figuriamoci il padrone.

Tutto questo sottolinea una certa semplicità, ma anche una prese in giro della società bianca nei confronti dei neri, che sono visti come bambini che vogliono imitare gli adulti nei loro giochi.

Rappresentarli in questo modo crea naturalmente una distanza morale. I neri rappresentati in questo modo, vengono vissuti come inferiori. Una delle ultime rappresentazioni di questo tipo si registra nel cinema.

Il film in questione era Il cantante di jazz The Jazz 83 Cfr. Questo film insieme a il Re del Jazz del entrambi di John Murray Anderson erano nipoti diretti di quei minstreal che tendevano a mistificare e deridere gli afroamericani.

Il protagonista, Al Jolson, era un bianco con il volto annerito da un sughero bruciato e con una parrucca nera e crespa in testa, i suoi atteggiamenti tipici del genere minstreal. Per esempio della specie homo sapiens nocturnus farebbero parte gli Orangutang, ma anche i trogloditi. La prima è la categoria definita mostruosa, quindi gli esseri fantastici descritti nella letteratura da viaggio o nelle epopee.

Le altre sottospecie sono gli europei, gli indiani, gli asiatici e gli africani. La divisione di Linneo ha criteri geografici, ma non solo.

Per la classificazione contano anche gli umori, il colore della pelle, la postura. Infatti se guardiamo alla classificazione si dice che i neri sono governati dai sensi, dal capriccio, quindi inaffidabili, pigri, pericolosi. In realtà il criterio di Linneo non considerava vari strati di popolazione mondiale e spesso non collimavano divisioni geografiche e colore della pelle, dove collocare i lapponi per esempio?

Fu lui ad introdurre nelle classificazioni delle specie umane un sistema gerarchico che Linneo non aveva mai introdotto ufficialmente. Paradossalmente una classificazione gerarchica venne proprio da un illuminista democratico convinto della matrice comune di ogni essere umano. Il caucasico è la varietà più bella e più originale di tutte.

Le altre deriverebbero da questa per degenerazione. Oggi il ceppo originario, secondo Blumenbach, si trova in Europa. Tutti in questi continente tutti tranne i Lapponi hanno fattezze regolari e volti ovali.

Gli altri invece perderebbero questa regolarità. Gli uomini hanno abbandonato la culla originaria, che per motivi inspiegabili Blumenbach pone nel Caucaso, e si sono allontanati dalla perfezione originaria. Ci sono vari livelli di lettura di questa tesi e anche tante contraddizioni.

Paradossalmente Blumenbach fu tra i primi ad abbracciare la causa abolizionista. Da ricordare anche la tesi di Gobineau che si riallaccia sia a Linneo sia a Blumenbach. Riprende la divisione secondo le caratteristiche fisiche. Ma Gobineau non si limita a suddividere, ma sottolinea il fatto che ogni razza ha caratteristiche morali che le trasformano in inferiori o superiori.

Uno dei più grandi naturalisti illuministi diede voce anche alla credenza diffusa in Europa che il clima avesse modificato le razze, quindi in un certo senso si ritornava alle tesi degenerative di Blumenbach È interessante notare, pur 85 Cfr.

Il nero naturalmente è il subalterno per antonomasia. Anche filosofi non davano tregua, con le loro teorie razziste, a questa figura che era sempre più dileggiata e umiliata. Sia Voltaire che Hegel dimostrarono il loro disinteresse verso i neri. Voltaire aveva una posizione altrettanto diffidente anche nei confronti degli ebrei. Voltaire disprezzava i neri, il suo atteggiamento nei loro riguardi era di totale rifiuto. Non ebbe mai dei contatti diretti con la popolazione africana. Non è un continente storico, un continente che abbia da esibire un movimento e uno sviluppo; quanto vi è accaduto, vale a dire quanto è accaduto nelle sue estremità settentrionale, appartiene al mondo asiatico ed europeo.

Soltanto adesso, dopo aver sgombrato il campo dal continente africano, ci troviamo nel vero teatro della storia mondiale. In Europa è un periodo in cui cominciano ad arrivare le narrazioni iperboliche di avventurieri e missionari. Non è solo moda per esempio parlare di caccia grossa. Questo cliché rimarcava, come del resto molti altri, il ruolo civilizzatore degli europei.

Una civilizzazione che spesso significava anche eliminazione fisica degli autoctoni. Spesso si parlava di abbattere una bestia, riferendosi ad un essere umano in carne ed ossa.

Già il 86 Pisanty V. Antologia , Bompiani, Milano, , p. La storia di Saartjie Baartman è abbastanza emblematica in questo senso. Fu portata in Europa nel dove fu esibita come oggetto di curiosità in varie fiere a Londra e a Parigi. La curiosità morbosa intorno a Saartjie la chiamiamo per comodità con il suo nome imposto nasceva dal fatto che per la sua popolazione la donna per essere bella doveva allungarsi artificialmente le piccola labbra.

Questo naturalmente per la società occidentale era da considerarsi un problema, il segno di una differenza. Nove pagine Couvier dedica ai genitali di Saartjie, un capoverso solo al suo cervello.

A parte il riferimento alla rosa, che poi non è un complimento se andiamo a scavare sulle intenzioni, la descrizione che Couvier fa del corpo della donna africana non è gradevole. I colonizzatori olandesi usavano ottentotto come termine dispregiativo, significava balbuziente ed era un riferimento chiaro alle lingue africane che i colonizzatori non capivano.

Solo nel Saartjie è riuscita a tornare interamente nella sua terra. Infatti a ben pensarci le piccole labbra sono come i tratti somatici del viso, cambiano da donna a donna.

Ci sono diverse lunghezze, larghezze, forme, colore. E chiaro che per 58 natura, o artefatto, queste possono essere più lunghe di altre e quindi ben visibili. Ma questo non permette una interpretazione negativa di un fenomeno fisico del tutto casuale Numerosi erano ancora i sostenitori della schiavitù, ma fu dopo la guerra civile americana, tra il sud secessionista e il nord industriale, il nervo scoperto del razzismo venne fuori con una forza senza precedenti.

Fu chiaro a tutti, neri e bianchi, che essere americano non era ancora permesso a tutti. Nel il quattordicesimo emendamento riportava nella costituzione un ordine civile e democratico. La pari cittadinanza dei cittadini, neri compresi, era garantita, tutti cittadini americani, tutti con pari diritti. Tra il e il furono linciate più di tremila persone, quattro quinti erano afroamericani. Negli Stati Uniti il linciaggio era un rito sociale, malefico senza dubbio, ma collettivo.

Organizzato perché ogni linciaggio ha una sua ritualità, i suoi tempi, la sua scenografia. I pali, le croci, i cappucci spesso non sono un optional, fanno parte di una certa aurea sacrale. La fase preparatoria è quasi asettica, senza sentimenti, progettazione spaziale e temporale. Solo dopo è permessa alla bestialità di fuoriuscire in forme 87 Blackledge C. Biografia del sesso femminile, Il saggiatore, Milano, , pp I sentimenti, le prospettive qui sono condivise. Una tecnica più che una rabbia senza legge.

Negli Stati Uniti poi ognuno attraverso il linciaggio esprimeva se stesso, la sua storia sociale. Era logico quindi vedere negli anelli più deboli della società le vittime preferenziali di questo rito.

Oltre il peccato, il bianco verso il nero doveva riscattare anche il senso di colpa. Il nero per diventare vittima prima deve diventare un carnefice immaginario. In realtà questo stereotipo ha preso vigore con la fine della schiavitù Prima il nero era una merce, in quanto tale preziosa. In realtà stupri di uomini neri verso donne bianche sono stati rarissimi e in questi casi si è risolta la faccenda con un processo. Non di rado si poteva assistere anche a incredibili assoluzioni.

Qui la figura femminile era il confine da non oltrepassare. Quindi il linciaggio, che spesso colpiva innocenti, era una sorta di monito che lanciava la società dominante alle società subalterne. Il corpo del subalterno quindi non è solo privato di vita, ma umiliato, vilipeso Si prende a calci, è oggetto di dileggio, di sputi, di ignominie. Il suo corpo è martoriato. Questo simboleggia la paura della società bianca verso comunque una società che gli sta cambiando davanti agli occhi.

Storie di linciaggi degli italiani negli Stati Uniti, Donzelli, Roma, Nella società del Sud schiavista degli Stati Uniti il padrone violava sistematicamente le sue schiave, rendendole gravide, succubi, sole. Quello che la società del Sud fa con il linciaggio è quindi levarsi di dosso il senso di colpa, ma anche punire il nero maschio per la sua energia sessuale. Quando nel si dovette scegliere la canzone più bella del millennio, la scelta cade quasi unanimemente su Imagine di John Lennon.

La canzone era nata proprio in uno dei tavoli del Café Society. La storia narrata nella canzone era agghiacciante, basata sui linciaggi dei neri negli Stati del Sud degli Stati Uniti. I frutti erano i corpi impiccati dei neri che penzolavano brutali nel panorama riempito dai fiati degli assassini. Una canzone durissima, uscita in tempi non sospetti, dove parlare di tragedie come quella dei linciaggi o dello strapotere dei bianchi era quasi impossibile Dylan fu costretto a saltare 90 Traduzione mia dal testo della canzone in: Billie tenacemente con la sua Strange fruit aveva messo sul tavolo un tema di frontiera ancor prima che negli Usa venissero solo pensati i diritti civili.

Una canzone che aveva aperto un discorso politico. Egli asserisce che il nero e la nera sono tradotti e come in ogni traduzione anche traditi.

Ma è una tradizione complessa, non univoca. Loro sono soggetti coloniali, subalterni, ma la traduzione non riguarda solo il loro ruolo coloniale, ma la loro essenza intera. Loro sono neri, la loro pelle, la loro essenza. Ma le immagini che il nero deve sostenere a volte impediscono questo processo.

Fanon descrive questo sentimento: Il professor Achille, insegnante al liceo du Parc a Lione, in una conferenza citava un caso occorsogli personalmente. Cattolico, partecipava a un pellegrinaggio di studenti. Un prete, scorgendo nel suo gruppo quella faccia abbronzata, gli si rivolse con queste parole: Ma se ci soffermiamo un attimo a esaminare il fatto vediamo che la ragione per cui il prete si è rivolto in francese storpiato richiama a diverse considerazioni: Bisogna rivolgersi loro con gentilezza, parlargli del loro paese.

Saper parlare con loro, questo è il punto. La censura musicale oggi, Edt, Torino, Si danno spiegazioni che non colmano la distanza tra bianchi e neri, anzi ne sottolineano le differenze, la non uguaglianza.

Secondo lo storico Stanley M. Non sono inferiori di natura, ma il loro ambiente li degrada. Lo stesso imperialismo espansionista era considerato da alcuni motivo di contaminazione. Infatti gli anti-imperialisti di stampo razzista erano convinti che dalle razze subalterne non poteva venire niente di buono o di veramente utile.

Inoltre i caucasici non erano adatti a vivere in climi caldi e tropicali, questo contatto con un clima ostile poteva ledere al prestigio bianco, il quale doveva anche difendersi dalle insidie dei locali inferiori. Anche negli Stati Uniti, erano in molti, per le ragioni sopra citate, a sentire il peso di un fardello troppo grande da trasportare.

Gli Stati Uniti dopo la guerra di Spagna, infatti, era diventatati una potenza imperiale a tutti gli effetti, si stava annettendo le Filippine e in qualche modo ripercorreva le orme di Gran Bretagna e Francia. Furono in molti, soprattutto a sud i seguaci di Jim Crow, a opporre una ferma resistenza a questa annessione proprio per la paura che le razze inferiori potessero dare più problemi che vantaggi. Lo stesso aveva del resto scritto anche Adolf Hitler nel suo Mein Kampf, fu strenuo oppositore della partecipazione della Germania alla corsa alle colonie.

La contaminazione fu una vera e propria ossessione. Contaminazione che poteva avvenire in diversi modi, secondo i fautori del razzismo biologico, e in diversi tempi. Gli adulteri erano puniti severamente, ma già nel fu redatto nello stato del Maryland una legge ad hoc contro i matrimoni misti, seguita molti anni dopo da analoga legge dello stato del Massachussetts, I maschi neri erano condannati pesantemente per cosiddetti reati sessuali.

Se un nero osava avvicinarsi ad una bianca poteva rischiare molto grosso. Quello che faceva paura era la mescolanza. Si diceva che la miscegenation portava a conseguenze terribili come deformità, sterilità, degradazione.

La miscegenation divenne in poco tempo un tabù collettivo. Nel film un Anthony Hopkins, il cui colore della pelle è bianco semza ombra di dubbio, interpreta un professore che nasconde di avere sangue nero nelle vene Coleman Silk è un professore di lettere antiche stimato e rispettato.

E' stato persino preside. La sua carriera di colpo s'interrompe il giorno in cui, per indicare due studenti che non si presentano mai a lezione, usa la parola "spooks" spettri , desueto termine spregiativo riferito alle persone di colore. Quel che Coleman non sa è che i due studenti sono appunto dei neri.

Costretto a dimettersi per evitare un "processo" pubblico, il professore vede la sua vita andare lentamente ma inesorabilmente a rotoli. Malcolm X nella sua biografia dice: Mia madre Louise Little, che era nata a Grenada, nelle indie occidentali britanniche, sembrava una donna bianca suo padre era un bianco.

Aveva capelli neri lisci e il suo accento non era quello di una negra. Ricordo di averle sentito dire che era contenta di non averlo mai visto. Nella nostra famiglia ero il bambino di carnagione più chiara.

Ma, sempre in seguito, imparai a odiare ogni goccia del sangue di quello stupratore bianco che è in me Malcolm usa senza mezzi termini la parola stupratore associandola a bianco. Infatti molto spesso i rapporti sessuali tra donne nere e uomini bianchi non erano rapporti consenzienti, spesso si trattava del padrone che stuprava le sue schiave.

Quindi il seme nero poteva passare attraverso il corpo di un uomo, contaminando la donna bianca si contaminava la razza. Il contrario non avveniva secondo i teorici. Si sessualmente" di una donna in difficoltà.

Ma Coleman ha anche un terribile segreto. Nel romanzo Beloved Toni Morrison parla proprio di questa genealogia dello stupro. Un romanzo maestoso quello della premio Nobel Morrison, straordinariamente intenso, dove la vicenda narrata, quella di Sethe, giovane e indomabile donna nera negli anni precedenti la guerra civile, si intreccia con vicende altrettanto straordinarie e dolorose.

Il rapporto centrale è quello tra Sethe e Beloved, madre-figlia, una madre sofferente e una figlia morta che non si rassegna al suo ruolo. Ma ci sono anche gli uomini e la loro violenza sulle donne. Il corpo della donna nera è campo di battaglia, su quello si gioca la supremazia. Dieci minuti per dieci lettere. Con altri dieci avrebbe potuto farsi scrivere anche mia? Aveva creduto che potesse bastare: Avrebbe dovuto bastare sicuramente.

La scena mostra un padre che violenta una donna davanti al figlio, una sorta di lezione, vedi come si fa, come si usa il corpo delle donne, da grande lo dovrai fare pure tu.

Alessandro Portelli parla in questo senso di una vera genealogia dello stupro, un controllo della società 96 Morrison T.

Lo stupro è anche una metafora anche se una metafora che ha lasciato piaghe indelebili sul corpo delle donne del possesso e la sopraffazione delle classi subalterne, in questo caso delle donne. La violenza quindi come unico linguaggio possibile tra i gruppi, violenza che è alla base di una società patriarcale e maschiocentrica. Società che Toni Morrison critica aspramente, non lasciando fuori nemmeno il maschiocentrismo dei neri contro le donne nere È chiaro che temi quali i tabù sessuali e la questione razziale erano per i cineasti da trattare con leggerezza.

Le relazioni miste, soprattutto un uomo nero con una donna bianca erano considerati off limits. Ancora oggi il codice Hayes, seppur non più in vigore, ha lasciato nel cinema americano un alone di diffidenza razziale. Gli afroamericani hanno vinto dei premi, tra cui il famoso academy awards. Sembra quasi che neri e bianchi vivano in mondi separati, che non si incontrino mai.

E quando si incontrano scatta il dramma. La vecchia Hollywood condannava oltre che la promiscuità razziale, anche il cosiddetto passing. B DuBois definiva la linea del colore Per DuBois era il problema centrale del secolo, divideva i bianchi dai neri, ma a ben pensarci divideva i neri dai neri.

Basti pensare ai mulatti. Si diceva loro tutto e il contrario di tutto. Il mulo è sterile, quindi per significato anche il mulatto lo 98 Portelli S. L'identità nera tra costruzione della sociologia e linea di colore, Armando, Roma, Si poteva diventare da molto poveri a molto ricchi, mai da neri a bianchi. Quindi non serviva la formidabile intelligenza o una carriera veloce o un riconoscimento genitoiriale, negli Stati Uniti vigeva la regola non scritta che bastava una sola goccia di sangue nero per contaminare la razza.

Il tutto potrebbe essere riassunto con una frase di Mark Twain che dice: Molti mulatti erano convinti che per sopravvivere o vivere decentemente dovevano usare stratagemmi per fingersi qualcosa di diverso dalla propria realtà. I motivi erano molteplici, non ultimo la pericolosità di un gesto del genere.

Il passing quindi era più una paura dei bianchi che una reale possibilità dei neri. Il bianco viveva nel terrore costante di non riconoscere i neri, di farli sedere nei loro salotti, entrare in affari con loro, unirli in matrimonio con le loro figlie o sorelle.

Questo terrore ha fatto nascere in molti neri una oscura soddisfazione di farla franca con i passing o di usufruire della situazione a proprio vantaggio. Alcuni usavano le loro sembianze bianche per infiltrarsi in raduni xenofobi e raccogliere informazioni per la causa dei diritti civili, come Walter White presidente del Naacp, che spesso si recava nel Sud del paese per indagare sui linciaggi.

Nessuno sospettava di lui, era biondo e aveva gli occhi azzuri. Chiaramente esistenze del genere dove necessariamente la menzogna sulla propria identità è costitutiva porta ad una schizofrenia comportamentale che talvolta si è tramutata in reale malattia.

Riferimenti a tale ossessione sono presenti in ogni categoria di film e in ogni genere. Lo stesso vale per John Wayne in Sentieri Selvaggi, dove si fa paladino della purezza femminile.

Il gioco quindi si fa doppio. Non è solo una guerra contro i neri, ma soprattutto per il controllo della donna, per negarle ogni libero arbitrio.

Questo meccanismo pieno di riferimenti sessuali e razziali trova il suo campione in King Kong. La metafora dello scimmione che si innamora della bionda protagonista, non è nemmeno tanto velata.

In questa coppia era stato tolto ogni elemento di ambiguità, nessuna traccia di miscegenation. Solo negli anni di passaggio tra al arrivano film che rimettono in discussione la società. Il bellissimo Lo specchio della vita di Douglas Sirk ne è un esempio.

Il regista tedesco trapiantato negli Stati Uniti usa il genere del melodramma per fare una analisi accurata della società americana in cui è finito a vivere. Nel film due donne, una bianca e una nera, diventano amiche, quasi complici. La bianca è attrice, la nera domestica. È chiara, si vuole fingere qualcosa che non è. Passing, la massima paura americana.

Rifiuta la madre che morirà di dolore alla fine del film e alla figlia ribelle non rimarrà altro che aggrapparsi alla bara. Nel film quindi il passing è condannato come impossibile, contro natura Naturalmente tale fenomeno perde di incisività e si sdrammatizza. Un romanzo dalla forma picaresca il cui centro è un passaggio, uno scolorire, un camuffarsi, un mettersi una maschera perpetua. Quel ex è una aggressione alla società bianca ossessionata dal controllo sul colore.

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