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Martin Bora è incaricato del caso: Ma l'inchiesta si presenta complicata: Stesse difficoltà che arrivano poi dalle SS stesse, restie a condividere alcunché con la Wehrmacht. L'unica persona con cui riesce ad instaurare un rapporto di fiducia, per le indagini, è padre Malecki, un sacerdote americano mandato dalla Santa Sede per indagare sui presunti miracoli di Madre Kazimierza. Chi ha sparato alla madre?

Cosa ci facevano quelle armi polacche poi ritrovate nel convento? Aveva forse dei contatti con la resistenza polacca? E se fossero stati i tedeschi stessi ad ucciderla …. Martin Bora si trova invischiato anche in una storia personale che coinvolge il suo compagno di alloggio, e la sua amante, una cantante lirica.

Che senso ha indagare su un singolo omicidio, in un mondo dove si continua ad uccidere? Sono morti che pesano sull'alleanza, molto traballante, tra russi e tedeschi, il patto Molotov Ribbentrop con cui Hitler e Stalin si erano spartiti la Polonia.

Le farà bene nella vita. Nel romanzo ritroviamo un personaggio realmente esistito, il generale Blaskowitz , comandante in campo delle armate tedesche: Bora stesso, per il suo zelo, per il voler denunciare quanto visto, si mette in cattiva luce nei confronti dei superiori e delle SS.

Il suo stesso patrigno, il generale Sickingen, lo mette in guardia: Il romanzo finisce con la separazione tra Bora e padre Malecki, ciascuno per la sua strada: Ancora vivo, ma con le prime ferite nell'animo. E il prete americano, anche lui allontanano dalla curia di Cracovia, per non incattivire troppo i rapporti coi tedeschi. Altre storie, altre battaglie, altri dolori attendono il giovane ufficiale Martin Bora: Altre storie di guerra, in un mondo dove tutto è confuso e dove è sempre più difficile essere soldato e uomo.

La scheda del libro sul sito di Sellerio. I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon. Pubblicato da alduccio a 3: Ben Pastor , libri. Come è unita questa Europa. L'Europa viene tirata in ballo per ogni dove, dall'emergenza profughi all'emergenza terremoto all'emergenza terrorismo.

Serve una soluzione europea per l'accoglienza dei profughi, si diceva. Sono passati mesi e ancora la stiamo aspettando, una soluzione accettata da tutti i paesi. E, nell'atteggiamento da tenere nei confronti di Turchia, Libia, Siria, ogni paese fa storia a sé. Lo stesso fa la Turchia di Erdogoan facendo leva sul rapporto privilegiato con la Germania.

Per l'Egitto, è bastato seguire l'inchiesta di Presa diretta sul caso Regeni per capire come stiano le cose. L'Europa serve come scudo per nascondere le ipocrisie dei singoli stati, dove contano più i rapporti economici che le questioni su diritti civili. Lo scambio di informazioni? La divisione dei flussi dei migranti? Ma l'Europa val bene quando si tratta di trovare una scusa su bilanci e conti.

Renzi avverte l'UE - titolava ieri l'Unità: Servono i 2 miliardi l'anno per il piano Italia, senza mettere altre tasse o fare altro debito. Certo, se i precedenti governi ci avessero pensato per tempo alla messa in sicurezza del territorio, avremmo poi potuto risparmiare quei miliardi impiegati per la gestione dell'emergenza.

E ora non dovremmo chiedere altra flessibilità. E lo stesso vale per l'emergenza per gli sfollati, per la ricostruzione non sempre fatta rispettando le regole , per i profughi, per i centri di accoglienza..

Apple ha tirato fuori la minaccia dei posti di lavoro forse lo spot "stay hungry", significava questo, affamare i paesi e Turchia e Gran Bretagna si sono già fatti avanti per prendere il posto dell'Irlanda. Ma come è unita questa Europa.. Pubblicato da alduccio a 9: Europa , immigrazione , politica. Gettare nel caos la città, creare discredito nell'amministrazione della città? Eravamo nei primi anni dell'Unità d'Italia e già succedevano storie di delitti politici, che poi avremmo rivisto negli anni della strategia della tensione.

Il libro, infatti, racconta attraverso le lettere, gli atti, le relazioni del procuratore Guido Giacosa, dell'inchiesta sui pugnalatori. Di come si fosse arrivato quasi da subito ad arrestare i responsabili degli accoltellamenti. Borbonico prima e poi uomo della rivoluzione coi Savoia e con Garibaldi, che aveva salutato l'unità nazionale e per questa investito parte dei suoi averi.

Politico, dunque, capace di sentire dove soffia il vento e di mettere le vele nel verso giusto. Lo scrupolo del Giacosa nel compiere le indagini, che sono complesse anche per i depistaggi della polizia, perché coinvolgono un esponente del Senato che aveva avuto cariche dal governo, emerge dai suoi scritti. Le accuse di D'Angelo sono vere oppure è solo una calunnia? Ma questa è solo una risposta generale, sullo spirito gattopardesco della classe politica siciliana di ieri, e anche di oggi?

Ma, spiega Sciascia, c'erano anche altre questioni, legate al malcontento del governo sabaudo in Sicilia: Giacosa e Mari procuratore e giudice istruttore procedono con gli arresti e le perquisizioni delle persone coinvolte, sia il Sant'Elia che altri preti dell'arcivescovado palermitano. Continua Sciascia, su Giacosa e Mari. E dove invece si è trovato di fronte a depistaggi dall'interno della stessa "amministrazione": L'autore che, evidentemente parteggia per il lavoro scrupoloso del procuratore: Come in molti altri saggi di Sciascia, il finale lascia un amaro in bocca, con la sensazione che il nostro paese non sia mai stato innocente, nemmeno nei primi anni dell'Unità: La scheda del libro sul sito di Adelphi.

I link per ordinare su Ibs e Amazon. Pubblicato da alduccio a 4: Leonardo Sciascia , libri. Pubblicato da alduccio a 1: Il caso Regeni a Presa diretta.

La prima puntata della nuova stagione di Presa diretta è cominciata col terremoto in centro Italia: Ma al centro della puntata l'inchiesta sull'omicidio di Giulio Regeni: I genitori hanno raccontato della fatica dei suoi studi, all'estero.

Doveva tornare a Cambridge il 23 marzo. Ora a volere la verità sulla morte di Giulio Regeni ci sono i genitori in prima fila, ostinati a non volere che questa storia finisca nel dimenticatoio. L'inchiesta ha permesso di scoprire che ci sono altri casi Regeni in Egitto: Allora le domande da farsi sono queste: Che cosa faceva paura del suo lavoro?

Un'inchiesta difficile, perché dire Regeni in Egitto è pericoloso. Inchiesta difficile per il ruolo che Al Sisi e l'Egitto hanno verso l'Italia, per la lotta al terrorismo e per le questioni commerciali. Un paese sotto dittatura dove i diritti umani non sono rispettati. Il terremoto del 24 agosto. Noi non impariamo mai niente, nemmeno dal terremoto dell'Aquila del Questa la prima lezione appresa da Riccardo Iacona, nel suo viaggio sui luoghi del terremoto: Muri senza malta, in ciotoli: Il terreno è saltato in aria durante le scosse, continua il professore spiegando come fosse importante studiare i terreni, le sollecitazioni cui le case sarebbero sottoposte.

Se ci fosse stato questo studio avremmo potuto salvare delle vite. Da Amatrice, ad Accumoli ad Arquata, nelle Marche: Pescara sul Tronto è un borgo del Un crollo che non ha lasciato scampo alle persone. A Norcia , in prov. La scossa è stata forte: Dopo il terremoto di fine anni '90 si è deciso di mettere la città in sicurezza.

Iacona è tornato anche a L'Aquila: Solo 80 case sono abitabili, ma mancano i servizi come l'acqua. Per far entrare le case mancano ancora altri fondi, circa un miliardo.

Questa città è stata abbandonata dai suoi abitanti: Il decreto Barca destinava fondi importanti per la ripresa economica, ma ancora devono arrivare parte dei soldi del Questo è quello che si rischia a Amatrice e negli altri paesi. Ma quello cui puntare, oltre a ricostruire in fretta, è ricostruire secondo i principi della prevenzione. Eppure noi italiani siamo all'avanguardia in queste tecniche: Verità per Giulio Regeni.

Il racconto sulla morte di Giulio è partito dall'intervista ai genitori: L'Italia ha fatto tutto il possibile per salvare Giulio? Giulio Regeni è scomparso il 25 gennaio ed è stato ritrovato ad inizio gennaio: Il ministro Guidi aveva chiesto notizie ad Al Sisi. La missione viene poi annullata, il 3 febbraio, dopo una telefonata di un funzionario del ministero degli esteri egiziano, comunicato all'ambasciatore Massari.

Proprio Massari fu il primo a riconoscere il corpo: Regeni non aveva documenti con se: Il corpo è stato torturato, a lungo: Giulio stava facendo una ricerca sui sindacati indipendenti a Il Cairo per l'università di Cambridge. Aveva un appuntamento con un amico, professore universitario. Un altro amico, ricercatore, ha rilasciato l'intervista, senza mostrare il volto per non essere riconosciuto per strada.

Si sono scambiati un messaggio poi nulla: Era pericoloso girare per le strade e per le piazze. Nel , un ragazzo italiano che cercava di riprendere le immagini degli scontri, fu rapito e messo in carcere.

È vivo perché è stato visto da colleghi italiani che hanno avvisato il consolato. Un caso Regeni mancato. A pochi giorni dal rapimento, la polizia egiziana era più interessata a depistare le indagini: Le prime ipotesi della polizia parlano di delitto sessuale, poi incidente.. Alessandro Accorsi è un giornalista free lance: A lui, amici comuni, hanno raccontato di come i servizi segreti si fossero interessati a Giulio ben prima del rapimento. Perché Giulio era controllato dai servizi?

Un altro episodio lo conferma: I documenti di Giulio furono portati nell'appartamento di uno dei rapitori uccisi dalla polizia stessa. Depistaggi e disinformazione sono montate da polizia e istituzioni governative: Ora è in esilio in America: Il ministro degli Interni e i consulenti per la sicurezza di Al Sisi sapevano del rapimento e delle torture: Le fonti di Afifi hanno raccontato come, dopo la morte di Giulio, gli apparati del governo hanno preparato il depistaggio e fatto scoprire il cadavere.

Uno di questi, Amd Arrag, ha raccontato dello scontro tra i servizi civili con i servizi militari. Che vedevano nel ricercatore Regeni come una spia pericolosa, perché lavorava sui sindacati, a contatto con le masse dei lavoratori.

Carlo Bonini , il giornalista di Repubblica, ha scritto un articolo sulla faida dei servizi: Era stato aperto un fascicolo, poi passato ai servizi militari. Dopo la morte, i servizi militari consegnano il corpo ai servizi civili affinché se ne sbarazzino. E questi, per lasciare un segnale preciso, lasciano una coperta militare vicino al corpo.

Dopo sette mesi nessuna verità è arrivata dalle autorità: I depistaggi servono per far passare il tempo e far cadere l'attenzione sul caso.

Tutti quelli che si sono avvicinati al caso, a Il Cairo, hanno fatto una brutta fine: La giornalista è riuscita lo stesso a raccogliere le testimonianze di persone che sono passate per le celle dei servizi militari: Per aver partecipato a delle manifestazioni o per aver scritto post su Facebook contro il governo.

Le manifestazioni contro Al Sisi sono soffocate col sangue: Ci sono altri casi Regeni in Egitto: Un paese che ricorda il Cile di Pinochet, l'Argentina di Videla: Il lavoro di Regeni riguardava i sindacati degli ambulanti, una fetta di lavoratori tra i più poveri. Giulio ha conosciuto anche il capo di questo sindacato, Abdallah: Invece questa persona ha dichiarato che Giulio volesse comprare dagli ambulanti delle informazioni sul regime.

Ambulanti che sono sospettati di essere degli informatori dei servizi. Un giornalista egiziano che si è occupato del caso solleva il sospetto che sia stato proprio questo Abdallah ad aver denunciato Giulio ai servizi.

È stata proprio la disorganizzazione dei sindacati indipendenti ad aver portato al fallimento della Primavera araba: In che gioco si era infilato, inconsapevolmente, Giulio? Lui era in Egitto per fare solo una ricerca. E l'istituto per cui Regeni lavorava si è rifiutata di collaborare con le nostre autorità. A Cambridge Giulia Bosetti ha cercato la tutor di Giulio: Nessuna intervista nemmeno con la Bosetti, per non mettersi in cattiva luce col regime. Giulio era in Inghilterra da 10 anni: L'Italia è il terzo partner commerciale con l'Egitto, ma questo paese è anche importante per gli equilibri internazionali: Dopo tante crisi, tensioni, l'Egitto sta investendo nel suo futuro: Poi è arrivato il rapimento di Regeni: Questo dicono gli analisti: Non possiamo permetterci di rompere del tutto i rapporti con Al Sisi.

Il regime egiziano ha i soldi degli americani, si è avvicinato alla Russia, ha contatti coi paesi europei:

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Certo, se i precedenti governi ci avessero pensato per tempo alla messa in sicurezza del territorio, avremmo poi potuto risparmiare quei miliardi impiegati per la gestione dell'emergenza.

E ora non dovremmo chiedere altra flessibilità. E lo stesso vale per l'emergenza per gli sfollati, per la ricostruzione non sempre fatta rispettando le regole , per i profughi, per i centri di accoglienza.. Apple ha tirato fuori la minaccia dei posti di lavoro forse lo spot "stay hungry", significava questo, affamare i paesi e Turchia e Gran Bretagna si sono già fatti avanti per prendere il posto dell'Irlanda.

Ma come è unita questa Europa.. Pubblicato da alduccio a 9: Europa , immigrazione , politica. Gettare nel caos la città, creare discredito nell'amministrazione della città? Eravamo nei primi anni dell'Unità d'Italia e già succedevano storie di delitti politici, che poi avremmo rivisto negli anni della strategia della tensione. Il libro, infatti, racconta attraverso le lettere, gli atti, le relazioni del procuratore Guido Giacosa, dell'inchiesta sui pugnalatori.

Di come si fosse arrivato quasi da subito ad arrestare i responsabili degli accoltellamenti. Borbonico prima e poi uomo della rivoluzione coi Savoia e con Garibaldi, che aveva salutato l'unità nazionale e per questa investito parte dei suoi averi. Politico, dunque, capace di sentire dove soffia il vento e di mettere le vele nel verso giusto. Lo scrupolo del Giacosa nel compiere le indagini, che sono complesse anche per i depistaggi della polizia, perché coinvolgono un esponente del Senato che aveva avuto cariche dal governo, emerge dai suoi scritti.

Le accuse di D'Angelo sono vere oppure è solo una calunnia? Ma questa è solo una risposta generale, sullo spirito gattopardesco della classe politica siciliana di ieri, e anche di oggi? Ma, spiega Sciascia, c'erano anche altre questioni, legate al malcontento del governo sabaudo in Sicilia: Giacosa e Mari procuratore e giudice istruttore procedono con gli arresti e le perquisizioni delle persone coinvolte, sia il Sant'Elia che altri preti dell'arcivescovado palermitano.

Continua Sciascia, su Giacosa e Mari. E dove invece si è trovato di fronte a depistaggi dall'interno della stessa "amministrazione": L'autore che, evidentemente parteggia per il lavoro scrupoloso del procuratore: Come in molti altri saggi di Sciascia, il finale lascia un amaro in bocca, con la sensazione che il nostro paese non sia mai stato innocente, nemmeno nei primi anni dell'Unità: La scheda del libro sul sito di Adelphi.

I link per ordinare su Ibs e Amazon. Pubblicato da alduccio a 4: Leonardo Sciascia , libri. Pubblicato da alduccio a 1: Il caso Regeni a Presa diretta. La prima puntata della nuova stagione di Presa diretta è cominciata col terremoto in centro Italia: Ma al centro della puntata l'inchiesta sull'omicidio di Giulio Regeni: I genitori hanno raccontato della fatica dei suoi studi, all'estero. Doveva tornare a Cambridge il 23 marzo. Ora a volere la verità sulla morte di Giulio Regeni ci sono i genitori in prima fila, ostinati a non volere che questa storia finisca nel dimenticatoio.

L'inchiesta ha permesso di scoprire che ci sono altri casi Regeni in Egitto: Allora le domande da farsi sono queste: Che cosa faceva paura del suo lavoro? Un'inchiesta difficile, perché dire Regeni in Egitto è pericoloso. Inchiesta difficile per il ruolo che Al Sisi e l'Egitto hanno verso l'Italia, per la lotta al terrorismo e per le questioni commerciali. Un paese sotto dittatura dove i diritti umani non sono rispettati.

Il terremoto del 24 agosto. Noi non impariamo mai niente, nemmeno dal terremoto dell'Aquila del Questa la prima lezione appresa da Riccardo Iacona, nel suo viaggio sui luoghi del terremoto: Muri senza malta, in ciotoli: Il terreno è saltato in aria durante le scosse, continua il professore spiegando come fosse importante studiare i terreni, le sollecitazioni cui le case sarebbero sottoposte. Se ci fosse stato questo studio avremmo potuto salvare delle vite. Da Amatrice, ad Accumoli ad Arquata, nelle Marche: Pescara sul Tronto è un borgo del Un crollo che non ha lasciato scampo alle persone.

A Norcia , in prov. La scossa è stata forte: Dopo il terremoto di fine anni '90 si è deciso di mettere la città in sicurezza. Iacona è tornato anche a L'Aquila: Solo 80 case sono abitabili, ma mancano i servizi come l'acqua.

Per far entrare le case mancano ancora altri fondi, circa un miliardo. Questa città è stata abbandonata dai suoi abitanti: Il decreto Barca destinava fondi importanti per la ripresa economica, ma ancora devono arrivare parte dei soldi del Questo è quello che si rischia a Amatrice e negli altri paesi.

Ma quello cui puntare, oltre a ricostruire in fretta, è ricostruire secondo i principi della prevenzione. Eppure noi italiani siamo all'avanguardia in queste tecniche: Verità per Giulio Regeni. Il racconto sulla morte di Giulio è partito dall'intervista ai genitori: L'Italia ha fatto tutto il possibile per salvare Giulio? Giulio Regeni è scomparso il 25 gennaio ed è stato ritrovato ad inizio gennaio: Il ministro Guidi aveva chiesto notizie ad Al Sisi. La missione viene poi annullata, il 3 febbraio, dopo una telefonata di un funzionario del ministero degli esteri egiziano, comunicato all'ambasciatore Massari.

Proprio Massari fu il primo a riconoscere il corpo: Regeni non aveva documenti con se: Il corpo è stato torturato, a lungo: Giulio stava facendo una ricerca sui sindacati indipendenti a Il Cairo per l'università di Cambridge. Aveva un appuntamento con un amico, professore universitario. Un altro amico, ricercatore, ha rilasciato l'intervista, senza mostrare il volto per non essere riconosciuto per strada. Si sono scambiati un messaggio poi nulla: Era pericoloso girare per le strade e per le piazze.

Nel , un ragazzo italiano che cercava di riprendere le immagini degli scontri, fu rapito e messo in carcere. È vivo perché è stato visto da colleghi italiani che hanno avvisato il consolato. Un caso Regeni mancato. A pochi giorni dal rapimento, la polizia egiziana era più interessata a depistare le indagini: Le prime ipotesi della polizia parlano di delitto sessuale, poi incidente.. Alessandro Accorsi è un giornalista free lance: A lui, amici comuni, hanno raccontato di come i servizi segreti si fossero interessati a Giulio ben prima del rapimento.

Perché Giulio era controllato dai servizi? Un altro episodio lo conferma: I documenti di Giulio furono portati nell'appartamento di uno dei rapitori uccisi dalla polizia stessa. Depistaggi e disinformazione sono montate da polizia e istituzioni governative: Ora è in esilio in America: Il ministro degli Interni e i consulenti per la sicurezza di Al Sisi sapevano del rapimento e delle torture: Le fonti di Afifi hanno raccontato come, dopo la morte di Giulio, gli apparati del governo hanno preparato il depistaggio e fatto scoprire il cadavere.

Uno di questi, Amd Arrag, ha raccontato dello scontro tra i servizi civili con i servizi militari. Che vedevano nel ricercatore Regeni come una spia pericolosa, perché lavorava sui sindacati, a contatto con le masse dei lavoratori.

Carlo Bonini , il giornalista di Repubblica, ha scritto un articolo sulla faida dei servizi: Era stato aperto un fascicolo, poi passato ai servizi militari. Dopo la morte, i servizi militari consegnano il corpo ai servizi civili affinché se ne sbarazzino. E questi, per lasciare un segnale preciso, lasciano una coperta militare vicino al corpo. Dopo sette mesi nessuna verità è arrivata dalle autorità: I depistaggi servono per far passare il tempo e far cadere l'attenzione sul caso.

Tutti quelli che si sono avvicinati al caso, a Il Cairo, hanno fatto una brutta fine: La giornalista è riuscita lo stesso a raccogliere le testimonianze di persone che sono passate per le celle dei servizi militari: Per aver partecipato a delle manifestazioni o per aver scritto post su Facebook contro il governo.

Le manifestazioni contro Al Sisi sono soffocate col sangue: Ci sono altri casi Regeni in Egitto: Un paese che ricorda il Cile di Pinochet, l'Argentina di Videla: Il lavoro di Regeni riguardava i sindacati degli ambulanti, una fetta di lavoratori tra i più poveri. Giulio ha conosciuto anche il capo di questo sindacato, Abdallah: Invece questa persona ha dichiarato che Giulio volesse comprare dagli ambulanti delle informazioni sul regime.

Ambulanti che sono sospettati di essere degli informatori dei servizi. Un giornalista egiziano che si è occupato del caso solleva il sospetto che sia stato proprio questo Abdallah ad aver denunciato Giulio ai servizi. È stata proprio la disorganizzazione dei sindacati indipendenti ad aver portato al fallimento della Primavera araba: In che gioco si era infilato, inconsapevolmente, Giulio? Lui era in Egitto per fare solo una ricerca. E l'istituto per cui Regeni lavorava si è rifiutata di collaborare con le nostre autorità.

A Cambridge Giulia Bosetti ha cercato la tutor di Giulio: Nessuna intervista nemmeno con la Bosetti, per non mettersi in cattiva luce col regime. Giulio era in Inghilterra da 10 anni: L'Italia è il terzo partner commerciale con l'Egitto, ma questo paese è anche importante per gli equilibri internazionali: Dopo tante crisi, tensioni, l'Egitto sta investendo nel suo futuro: Poi è arrivato il rapimento di Regeni: Questo dicono gli analisti: Non possiamo permetterci di rompere del tutto i rapporti con Al Sisi.

Il regime egiziano ha i soldi degli americani, si è avvicinato alla Russia, ha contatti coi paesi europei: Bosetti ha sentito anche il senatore Barani: Un complotto, per sostituire l'Italia, per esempio nell'estrazione del gas dal Mediterraneo. C'è dietro la mani dei servizi inglesi?

Ci sono interessi dei francesi? E i diritti civili? Migliaia di posti di lavoro sono legati alle relazioni con l'Egitto, ci spiega Barani. E la nomina del nuovo ambasciatore è visto, dal ministro degli esteri egiziano, come un segnale di distensione.

A questo punto la domanda da farsi è se il governo italiano abbia fatto tutto il possibile. Secondo i genitori non dobbiamo dare nessuna immagine distensiva: Per l'Egitto passano tante cose — continua la madre: Chi sono i veri interlocutori del governo?

Renzi e Gentiloni oppure Barani? Vogliamo una verità vera e abbiamo bisogno di una politica vera, per raggiungerla — l'appello finale della madre. Pubblicato da alduccio a 7: Chi ha ucciso Giulio Regeni? Chi aveva paura del suo lavoro da dottorando in Egitto? Nell'Egitto del dittatore Al Sisi, che è anche un partner commerciale importante per la politica energetica leggetevi il libro sull'Eni, Lo stato parallelo del nostro paese.

Queste le domande che l'inchiesta di Presa diretta si farà nel corso del servizio di questa sera. Se fosse un giallo, sarebbe una storia che piacerebbe poco ai lettori. Un responsabile facilmente individuabile. Una prima versione dei fatti imbarazzante e poco credibile. Gli investigatori che, almeno inizialmente, si muovono con cautela. E poi quando iniziano a chiedere agli investigatori ufficiali dati e informazioni, incalzati dall'indignazione delle persone che chiedono giustizia e verità, vengono subito stoppati.

Chi leggerebbe un libro con una storia del genere, senza nessun finale, dove ogni tentativo di avvicinarsi ai responsabili si infrange contro un muro di gomma? Già, il muro di gomma, come la metafora inventata per il caso Ustica, uno dei misteri d'Italia, o forse sarebbe meglio dire dei segreti d'Italia. E il caso Regeni, nonostante le ripetute rassicurazioni del governo italiano, rischia di diventare questo.

Un altro segreto italiano. Una storia che deve finire nell'oblio, perché non interessa a nessuno andare avanti a scavare. Nell'oblio la morte di un ragazzo italiano che stava compiendo degli studi in Egitto, l'oblio sui depistaggi del governo egiziano e della polizia egiziana, l'oblio sul rifiuto di collaborazione da parte dell'università inglese per cui Giulio lavorava.

Questa sera in esclusiva Presa diretta manderà in onda l'intervista al colonnello Afifi oggi in esilio di Giulia Bosetti , una delle persone che sostiene di conoscere la verità sulla morte di Giulio: I giornalisti hanno raccolto diversi dubbi sulla deposizione del leader del sindacato degli ambulanti a Il Cairo: Questo è una bugia, perché è stato Giulio Regeni invece ad allontanarsi da lui, dopo che Mohammad Abdallah gli aveva chiesto del denaro.

Ho saputo che Mohammad Abdallah chiedeva continuamente a Gulio Regeni soldi, cellulari, viaggi, regali. Io penso che sia stato Muhammad Abdallah a denunciare Giulio". Infine, l'intervista ai genitori di Giulio: Un'inchiesta importate, a cui Giulia Bosetti ha lavorato per cinque mesi.

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